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STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE “Circolo dei Trivi”

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 Costituzione
È costituita l’associazione di promozione sociale denominata “Circolo dei Trivi”, in forma di associazione non riconosciuta, che in seguito sarà denominata l’Associazione.
L’Associazione è disciplinata dal presente Statuto e agisce ai sensi della Legge 383/2000, della Legge regionale 5/2006, del Decreto Legislativo 460/1997 e dei principi generali dell’ordinamento giuridico riguardanti gli enti senza fini di lucro.
I contenuti e la struttura dell’Associazione sono ispirati a principi di solidarietà, trasparenza e democrazia al fine di consentire l’effettiva partecipazione della compagine associativa alla vita dell’Associazione stessa, senza discriminare sul sesso, sulla razza, provenienza culturale e orintamento sessuale dei suoi aderenti.
La durata dell’Associazione è illimitata.

Art. 2 Sede
L’Associazione ha sede a Milano. L’Associazione può variare la propria sede legale nell’ambito della stessa città senza dover variare il presente statuto.
Il Consiglio direttivo, con sua deliberazione, può istituire e sopprimere sedi operative e sezioni staccate in altre città della Regione Lombardia. L’Associazione può inoltre aderire, con delibera da adottarsi dal Consiglio direttivo, ad altre associazioni od enti quando ciò torni utile al conseguimento dei fini sociali.

Art. 3 Principi
Il Circolo dei Trivi è un’associazione a sfondo religioso e culturale, apolitica e apartitica, e aderisce ai principi della religione Wicca cosí come individuati nei seguenti assunti di base, ispirati ai “Principles of Wiccan Beliefs”, stilati dal Concilio di Minneapolis, del 1974, nelle parti di seguito riportate :
1. Noi pratichiamo riti di armonizzazione con il ritmo naturale delle forze vitali segnato dalle fasi della luna, dai quarti e dai mezzi-quarti stagionali.
2. Noi riconosciamo che la nostra intelligenza ci da una responsabilità unica e particolare verso il nostro ambiente. Cerchiamo di vivere in armonia con la natura, in un equilibrio ecologico che permetta di dare completezza alla vita. […]
3. Noi siamo consapevoli di un potere molto piu` profondo rispetto a quello manifesto alla persona comune. Poiché è molto più grande dell’ordinario è talvolta chiamato “soprannaturale”, ma per noi questa energia fa parte del potenziale di tutti.
4. Noi concepiamo la Forza Creatrice nell’universo come manifesta attraverso la polarità – data dal maschile e dal femminile – e (tale Forza Creatrice) come latente in tutte le persone, ed operante attraverso l’interazione del maschile e del femminile. Noi non valutiamo nessuno dei due superiore all’altro, sapendo che ciascuno è complementare all’altro. Valutiamo il sesso come piacere, come il simbolo e l’incarnazione della vita.
5. Noi riconosciamo sia mondi Esteriori che Interiori, non trascuriamo una dimensione per l’altra, vedendo entrambe come necessarie per la nostra pienezza.
6. Noi non riconosciamo alcuna gerarchia autoritaria, ma onoriamo chi insegna, rispettiamo coloro che dividono la loro maggiore conoscenza e saggezza, e riconosciamo quelli che coraggiosamente si dedicano ad essere guide.
7. Noi vediamo la religione, la magia e la saggezza nel vivere unite nel come percepiamo e viviamo il mondo – una visione del mondo e una filosofia di vita che noi identifichiamo come “Stregoneria – la Via della Wicca”.
8. Chiamarsi “Wiccan” non fa di quella persona un o una Wiccan – ma neppure lo fa l’eredità, né il collezionare titoli, gradi e iniziazioni. Un Wiccan cerca di controllare le forze dentro di se che rendono possibile la vita, in modo da poter vivere con saggezza e bene senza danneggiare gli altri e in armonia con la Natura
9. Noi crediamo nell’affermazione e nel compimento della vita attraverso la continua evoluzione ed il continuo sviluppo della coscienza, che danno senso all’Universo che noi conosciamo e al nostro ruolo al suo interno. […]
10. La nostra unica animosità verso il Cristianesimo, o verso qualsiasi altra religione o filosofia, è limitata al fatto che le sue istituzioni hanno dichiarato di essere “l’unica via” e hanno cercato di negare la libertà degli altri e di sopprimere altri tipi di pratiche e credenze religiose. […]
11. Come Streghe italiane e in quanto pagani (neopagani), non ci sentiamo minacciati dai dibattiti sulla storia dell’Arte e la legittimità dei vari aspetti della stregoneria e del paganesimo antico.
12. Noi non accettiamo il concetto di male assoluto, nè adoriamo alcuna entità come “Satana” o “il Diavolo”, come vengono definiti dalla tradizione cristiana. Noi non cerchiamo il potere attraverso la sofferenza degli altri, nè accettiamo che i benefici personali possano derivare unicamente dall’averli negati a un altro.
13. Noi crediamo che è all’interno della natura che dovremmo cercare ciò che serve alla nostra salute e al nostro benessere.
In sintesi crediamo in una morale positiva in cui l’individuo sia responsabile della scoperta e dello sviluppo della sua vera natura in armonia con il mondo esterno e la comunità. Noi esprimiamo questo con il Rede: “Se non danneggia nessuno, fa ció che vuoi”.
Precisiamo inoltre che:
· L’Associazione non è legata in modo specifico ad alcuna corrente della Wicca, né ad alcuna specifica congrega, ma promuove parimenti il lavoro dei gruppi e dei singoli.
· L’Associazione non opera in alcun modo azione di proselitismo intesa a mostrare la Wicca come vera ed unica via spirituale, ma come uno dei tanti e validi percorsi spirituali.
· Come Associazione wiccan siamo legati e facciamo parte del piú ampio movimento religioso neo-pagano.

Art. 4 Oggetto e scopo
Pertanto segue che l’Associazione non ha fini di lucro e persegue lo scopo di aiutare coloro che seguono o si avvicinano a questo cammino, di promuovere una corretta diffusione della cultura e della filosofia della religione della Wicca e della spiritualità pagana (neopagana), di favorire il confronto con altri percorsi spirituali, di lottare contro le discriminazioni religiose di ogni ordine e grado, a sostegno della libertà di culto come sancito dall’art. 8 della Costituzione Italiana, di operare, secondo i suoi principi, per la difesa dell’ambiente e dell’eco-sistema, di promuovere la cultura legata al paganesimo contemporaneo (neopaganesimo) e al paganesimo antico ed operare per la protezione e la conservazione del suo patrimonio culturale, ne consegue che per perseguire tale scopo l’associazione svolge le seguenti attività:
_ organizzare momenti di incontro come conferenze, seminari, corsi, convegni, workshop e manifestazioni legati alla Wicca, alla spiritualità e alla cultura pagana antica e contemporanea, al fine anche di favorire il dialogo religioso ed interreligioso anche avvalendosi di strumenti di tipo informatico.
_ pubblicare la rivista “Athame”, nonché saggi e vario materiale editoriale, in cui si affrontino tutte le tematiche inerenti alla Wicca, alla spiritualità e alla cultura pagana antica e contemporanea, alla stregoneria, alla difesa ambientale, alle discriminazioni religiose e alla vita associativa.
_ istituire un “telefono amico pagano” anche solo come linea telefonica accessibile dell’Associazione, per fornire supporto solidale a coloro che si trovano ad essere vittime di discriminazioni religiose nell’ambiente di lavoro, scolastico e familiare.
_ operare per valorizzazione del patrimonio naturale, organizzando iniziative, tra cui escursioni, che vedano coinvolti associati e non associati.
_ aderire alle campagne di sensibilizzazione di difesa ambientale e la valorizzazione del patrimonio culturale, promuovendo e organizzando iniziative proprie, tra cui visite guidate nei luoghi legati al paganesimo antico.
_ attivarsi per risaltare e difendere i luoghi e i monumenti di interesse storico e archeologico, e in generale le opere artistiche, in relazione con la tradizione pagana e la stregoneria, attraverso campagne di sensibilizzazione, collaborazioni con Fondazioni ed Enti benefici e quant’altro.
_ adoperarsi per difendere, divulgare e diffondere le tradizioni rurali e popolari.
L’Associazione inoltre:
· Non potrà compiere attività diverse da quelle istituzionali suddette ad eccezione delle attività direttamente connesse.
· Non ha scopo di lucro, neanche indiretto, al fine di svolgere le proprie attività l’Associazione si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni volontarie, dirette e gratuite dei propri aderenti, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.
· Si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento dei propri scopi sociali ed in particolare della collaborazione con Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni, ai sensi dell’art. 30 della L. 383/2000.
· Le attività dell’Associazione e le sue finalità sono ispirate a principi di pari opportunità tra uomini e donne e rispettose dei diritti inviolabili della persona.
TITOLO II – PATRIMONIO ED ENTRATE DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 5 Il Patrimonio
Il patrimonio dell’Associazione è costituito dai beni mobili ed immobili conferiti all’atto della costituzione ed in esso risultanti.
Il patrimonio potrà essere incrementato con:
* acquisti, lasciti e donazioni di beni mobili ed immobili pervenuti all’Associazione a titolo di incremento del patrimonio,
* lasciti e donazioni con destinazione vincolata,
* sopravvenienze attive non utilizzate per il conseguimento degli scopi istituzionali.
E’ comunque fatto salvo l’obbligo di provvedere alla conservazione ed al mantenimento del patrimonio.
L’Associazione persegue i propri scopi mediante l’utilizzo di:
a) quote associative,
b) rendite patrimoniali,
c) contributi di persone fisiche e di persone giuridiche sia pubbliche che private,
d) proventi, lasciti e donazioni non destinati ad incrementare il patrimonio,
e) attività marginali di carattere commerciale e produttivo, manifestazioni, mostre e mercati artigianali;
f) rette ed entrate derivanti dall’erogazione di servizi e prestazioni.
g) finanziamenti ed ogni altro tipo di entrate.
Il Consiglio direttivo annualmente stabilisce la quota di versamento minimo da effettuarsi all’atto dell’adesione all’Associazione da parte di chi intende aderire all’Associazione. L’adesione non comporta obblighi di finanziamento o di esborso ulteriori rispetto al versamento originario. E’ comunque facoltà degli aderenti di effettuare versamenti ulteriori rispetto a quelli originari. Le erogazioni liberali in denaro e le donazioni sono accettate dal Consiglio direttivo che delibera sulla loro utilizzazione, in armonia con le finalità statutarie dell’Associazione.
I lasciti testamentari sono accettati con beneficio di inventario dal Consiglio direttivo in armonia con le finalità statutarie dell’Associazione. Il Presidente attua le delibere di accettazione e compie i relativi atti giuridici.
Le convenzioni sono accettate con delibera del Consiglio direttivo che autorizza il Presidente a compiere tutti gli atti necessari per la stipula.
Ogni operazione finanziaria è disposta con firme congiunte del presidente e del segretario.
I fondi dell’Associazione non potranno essere investiti in forme che prevedano la corresponsione di un interesse.
I proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette.
Gli utili o gli avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
Ogni mezzo che non sia in contrasto con il Regolamento interno e con le leggi dello Stato Italiano potrà essere utilizzato per appoggiare e sostenere i finanziamenti all’Associazione e arricchire il suo patrimonio.
Art. 6 Il Rendiconto economico
L’anno finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
Il Consiglio direttivo predispone il rendiconto economico che deve essere approvato dall’Assemblea dei soci entro il 30 aprile di ogni anno.
Il rendiconto predisposto dal Consiglio direttivo deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro 15 giorni precedenti la seduta dell’Assemblea per poter essere consultato da ogni associato.
L’Assemblea dei soci approva il documento di programmazione economica entro il 31 dicembre, predisposto dal Consiglio direttivo che sarà comunque privo di valore autorizzatorio.
Il documento di programmazione economica predisposto dal Consiglio direttivo deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro 15 giorni precedenti la seduta dell’Assemblea per poter essere consultato da ogni associato.
E’ vietata la distribuzione in qualsiasi forma, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, salvo che nei casi imposti o consentiti dalla legge e comunque nel rispetto della Legge 383/2000, della Legge regionale 5/2006, del Decreto Legislativo 460/1997 e dei principi generali dell’ordinamento giuridico riguardanti gli enti senza fini di lucro.
TITOLO III – ADERENTI

Art. 7 Soci
Sono soci tutte le persone fisiche e giuridiche (per mezzo dei rappresentanti legali o di loro delegati) che, condividendo le finalità dell’Associazione, si impegnino per realizzarle versando la quota sociale stabilita dal Consiglio direttivo.
Tutti i soci godono degli stessi diritti e sono assoggettati ai medesimi doveri.

Art. 8 Adesione
Chi intende aderire all’Associazione deve rivolgere espressa domanda al Consiglio direttivo tramite modulo di iscrizione recante la dichiarazione di condividere le finalità che l’Associazione si propone e l’impegno ad approvarne e osservarne Statuto ed eventuali regolamenti e nel quale nel quale dovrà specificare le proprie complete generalità. In base alle disposizioni di legge 675/97 e seguenti, in materia di privacy, tutti i dati personali raccolti saranno soggetti alla riservatezza ed impiegati per le sole finalità dell’Associazione previo assenso scritto del socio. Il diniego va motivato.
All’atto dell’ammissione il socio si impegna al versamento della quota di autofinanziamento annuale nella misura fissata dal Consiglio direttivo.
Il Consiglio direttivo deve provvedere in ordine alle domande di ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento, in assenza di un provvedimento di accoglimento della domanda entro il termine predetto, si intende che essa sia stata accettata.
I soci sono tenuti al pagamento della quota sociale entro 10 giorni dall’iscrizione nel libro soci.
L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo. La quota associativa è intrasmissibile. Tra i soci vige una disciplina uniforme del rapporto associativo; è pertanto espressamente esclusa ogni sorta di limitazione alla partecipazione alla vita associativa e tutti i soci godono del diritto di elettorato attivo e passivo.
L’adesione all’Associazione comporta per l’associato maggiore di età il diritto di voto in Assemblea. Gli aderenti hanno inoltre diritto a conoscere i programmi con i quali l’Associazione intende attuare gli scopi sociali; partecipare alle attività promosse dall’Associazione; usufruire di tutti i servizi offerti dall’Associazione.
I soci hanno l’obbligo di osservare le norme del presente Statuto e le deliberazioni adottate dagli organi sociali; versare il contributo annuale; contribuire al perseguimento degli scopi dell’Associazione attraverso il proprio apporto finanziario o prestando la propria attività personale, spontanea e gratuita in ragione delle esigenze e disponibilità personali dichiarate. Le concrete modalità di attuazione di detto impegno potranno essere disciplinate da apposito Regolamento approvato dall’Assemblea dei soci.
Le attività svolte dai soci a favore dell’Associazione e per il raggiungimento dei fini sociali sono svolte prevalentemente a titolo di volontariato e totalmente gratuite poiché l’Associazione si avvale in modo prevalente dell’attività prestata in forma volontaria e gratuita dei propri associati. L’Associazione può in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati.
Tutti i soci hanno diritto di accesso ai documenti, delibere, bilanci, rendiconti e registri dell’Associazione.
Il comportamento del socio verso gli altri aderenti ed all’esterno dell’Associazione deve essere animato da spirito di solidarietà ed attuato con correttezza, buona fede, onestà, probità e rigore morale, nel rispetto del presente Statuto e delle linee programmatiche emanate.
La qualifica di socio si perde per decesso, recesso e per esclusione secondo le norme del presente Statuto.

Art. 9 Recesso
Chiunque aderisca all’Associazione può in qualsiasi momento notificare la sua volontà di recedere dal novero dei partecipanti all’Associazione stessa; tale recesso ha efficacia dall’inizio del secondo mese successivo a quello nel quale il Consiglio direttivo riceva la notifica della volontà di recesso. Il recesso non comporta oneri aggiuntivi.

Art. 10 Esclusione
In caso di inadempimento degli obblighi assunti a favore dell’Associazione, mancato pagamento della quota sociale (la quota sociale viene versata annualmente entro un anno dal pagamento dell’ultima quota sociale secondo la quota stabilita dal Consiglio Direttivo per l’anno in corso, con tolleranza di un mese di ritardo), inosservanza delle disposizioni contenute nello statuto, negli eventuali regolamenti interni o nelle delibere adottate dagli organi sociali o in presenza di gravi motivi, chiunque partecipi all’Associazione può esserne escluso con deliberazione del Consiglio direttivo, ratificata dall’Assemblea dei soci. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione sia stata deliberata.
Nel caso che l’escluso non condivida le ragioni dell’esclusione egli può appellarsi al Collegio dei Probiviri (se nominato) o adire il Collegio arbitrale di cui al presente Statuto; in tal caso l’efficacia della deliberazione di esclusione è sospesa fino alla pronuncia del Collegio stesso.
I versamenti cioè le quote associative e versamenti ulteriori dei soci (liberalità e donazioni) rispetto a quelli originari fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entità e sono comunque a fondo perduto; in nessun caso, e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’Associazione, né in caso di morte, di estinzione, di recesso o di esclusione dall’Associazione, può pertanto farsi luogo alla ripetizione di quanto versato all’Associazione a titolo di versamento al fondo di dotazione.
TITOLO IV – ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 11 Organi dell’Associazione
Sono organi dell’Associazione:
· l’Assemblea degli aderenti all’Associazione;
· il Consiglio direttivo;
· il Presidente del Consiglio direttivo;
· il Segretario;
· il Collegio dei Revisori dei conti (se nominato);
· il Collegio dei Probiviri (se nominato).

Art. 12 Assemblea degli aderenti
L’Assemblea è composta da tutti gli aderenti all’Associazione ed è organo sovrano dell’Associazione stessa.
L’Assemblea si riunisce almeno due volte all’anno per l’approvazione del rendiconto economico (entro il 30 aprile) e del documento di programmazione economica (entro il 31 dicembre). Essa inoltre:
· provvede alla nomina del Consiglio direttivo, del Collegio dei revisori dei conti, se nominato, e del Collegio dei Probiviri, se nominato;
· delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’Associazione;
· delibera sulle modifiche al presente Statuto;
· approva l’eventuale Regolamento che disciplina lo svolgimento dell’attività dell’Associazione;
· delibera lo scioglimento e la liquidazione dell’Associazione e la devoluzione del suo patrimonio;
· delibera quant’altro a lei demandato per legge o per statuto.
L’Assemblea è convocata dal Presidente, ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta motivata da almeno 1/10 degli aderenti o da almeno 1/3 dei consiglieri, mediante comunicazione scritta contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione, sia in prima che in seconda convocazione, e l’ordine del giorno.
Tale comunicazione dovrà essere inviata a tutti i soci nonché ai Revisori dei conti, se nominati, o affissa a tutte le sedi dell’Associazione o pubblicata su quotidiano locale.
L’Assemblea può riunirsi anche in luogo diverso dalla sede legale purché in Italia.
In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno degli aderenti, presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro aderente. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli aderenti presenti, in proprio o per delega. Per la validità delle deliberazioni é necessaria la maggioranza dei voti dei presenti deleghe comprese.
Tutti gli iscritti, cioè i soci in regola con il pagamento della quota associativa, hanno diritto ad intervenire alle assemblee e di esercitare liberamente il proprio diritto di voto. Ogni socio ha un voto ed è liberamente eleggibile a tutte le cariche associative. Ogni socio può rappresentare con delega scritta un solo altro socio. E’ inibita ai soci qualunque attività magica all’interno dell’Assemblea salvo previa approvazione del Presidente della stessa.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio direttivo, in mancanza dal Vicepresidente; in mancanza di entrambi l’Assemblea nomina il proprio Presidente. Il Presidente dell’Assemblea nomina un suo segretario, se lo ritiene il caso, due scrutatori. Spetta al Presidente dell’Assemblea di constatare la regolarità delle deleghe e in genere il diritto di intervento nell’Assemblea.
Delle riunioni di Assemblea si redige processo verbale firmato dal Presidente e dal segretario ed eventualmente dagli scrutatori. Delle delibere assembleari deve essere data pubblicità mediante affissione all’albo della sede del relativo verbale.

Art. 13 Il Consiglio direttivo
L’Associazione è amministrata da un Consiglio direttivo composto, a scelta dell’Assemblea, da un minimo di tre a un massimo di nove membri, compresi il Presidente, il Vicepresidente e il Segratario, eletti tra i soci per la durata di tre anni. I consiglieri sono rieleggibili e in caso di dimissioni o decesso di un consigliere, il Consiglio provvede alla sua sostituzione chiedendone convalida alla successiva Assemblea; qualora, per qualsiasi motivo, venga a mancare la maggioranza dei consiglieri l’intero Consiglio direttivo è considerato decaduto e deve essere rinnovato.
Nessun compenso è dovuto ai membri del Consiglio fatto salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate.
Il Consiglio nomina nel proprio seno un Presidente, un Vicepresidente e un Segretario.
Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario, o che ne sia fatta richiesta da almeno due dei suoi membri, e, comunque, almeno due volte all’anno per deliberare in ordine al consuntivo ed al preventivo ed all’ammontare della quota sociale.
Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Il Consiglio è presieduto dal Presidente, in sua assenza dal Vicepresidente, in assenza di entrambi dal più anziano di età dei presenti.
Delle riunioni del Consiglio verrà redatto, su apposito libro, il relativo verbale, che verrà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
Il Consiglio è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, senza limitazioni. Esso procede pure alla compilazione dei bilanci preventivi e consuntivi ed alla loro presentazione all’Assemblea; fissa le norme per il funzionamento dell’Associazione; determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’assemblea, promuovendone e coordinandone l’attività e autorizzandone la spesa; la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati dopo l’approvazione dell’Assemblea, accoglie o rigetta le domande degli aspiranti aderenti; stabilisce la quota associativa; ratifica nella prima seduta successiva, i provvedimenti di propria competenza adottati dal presidente per motivi di necessità e di urgenza.

Art. 14 Il Presidente
Al Presidente dell’Associazione spetta la rappresentanza dell’Associazione stessa di fronte a terzi ed in giudizio.
Al Presidente dell’Associazione compete, sulla base delle direttive emanate dall’Assemblea e dal Consiglio direttivo, al quale comunque il Presidente riferisce circa l’attività compiuta, l’ordinaria amministrazione dell’Associazione; in casi eccezionali di necessità ed urgenza il Presidente può anche compiere atti di straordinaria amministrazione, ma in tal caso deve contestualmente convocare il Consiglio direttivo per la ratifica del suo operato.
Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea e il Consiglio direttivo, ne cura l’esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione, verifica l’osservanza dello Statuto e degli eventuali Regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità.
Il Presidente cura la predisposizione del documento di programmazione economica e del rendiconto economico, da sottoporre per l’approvazione al Consiglio direttivo e poi all’Assemblea, corredandoli se richiesto di idonee relazioni.
Ogni qualvolta il Presidente sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni viene sostituito dal Vicepresidente in ogni sua attribuzione. Il solo intervento del Vicepresidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del Presidente.

Art. 15 Il segretario
Il Segretario coadiuva il Presidente e ha i seguenti compiti:
– provvede alla tenuta ed all’aggiornamento del registro degli aderenti;
– è responsabile della conservazione e della registrazione negli appositi libri dei verbali delle riunioni degli organi collegiali: Assemblea, Consiglio Direttivo, Collegio dei probiviri, Collegio arbitrale e Collegio dei revisori dei conti, ove di questi ultimi tre se ne preveda la costituzione;
– predispone lo schema del progetto del documento di programmazione economica, e del rendiconto economico, che sottopone al Consiglio;
– provvede alla tenuta dei registri e della contabilità dell’Associazione nonché alla conservazione della documentazione relativa, con l’indicazione nominativa dei soggetti eroganti;
– provvede alla riscossione delle entrate e al pagamento delle spese in conformità alle decisioni del Consiglio Direttivo;

Art. 16 Libri dell’Associazione
Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l’Associazione tiene il libro dei verbali delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio direttivo, il libro delle adunanze del Collegio dei Revisori dei conti se nominato, nonché il libro degli aderenti all’Associazione.

Art. 17 Collegio dei Revisori dei conti
Contestualmente all’elezione del Consiglio direttivo, l’Assemblea può provvedere alla nomina del Collegio dei Revisori dei conti, composto da tre membri effettivi e due supplenti (questi ultimi subentrano in ogni caso di cessazione di un membro effettivo), scelti anche tra i non aderenti, a cui è affidato il compito di curare il controllo delle spese e sorvegliare la gestione amministrativa per poi riferire all’Assemblea in sede di approvazione del rendiconto economico.
L’incarico di Revisore dei conti è incompatibile con la carica di consigliere.
Per la loro durata in carica, la rieleggibilità e il compenso valgono le norme dettate dal presente Statuto per i membri del Consiglio direttivo.
I Revisori dei conti curano la tenuta del libro delle adunanze dei Revisori dei conti, partecipano di diritto alle adunanze dell’Assemblea, del Consiglio direttivo con facoltà di parola ma senza diritto di voto, verificano la regolare tenuta della contabilità dell’Associazione e dei relativi libri, danno parere sui bilanci.
A tale scopo il Collegio si riunisce almeno due volte all’anno.
TITOLO V – DISPOSIZIONI FINALI

Art. 18 Scioglimento
Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato a maggioranza dei ¾ (tre quarti) degli iscritti sia in prima che in seconda convocazione.
L’Associazione si estingue inoltre, secondo le modalità di cui all’art. 27 c.c.:
a) quando il patrimonio è divenuto insufficiente rispetto agli scopi;
b) per le altre cause di cui all’art. 27 c.c.
In caso di scioglimento, per qualunque causa, l’Associazione ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre Associazioni di promozione sociale operanti in identico o analogo settore.

Art. 19 Collegio dei probiviri (ove se ne preveda la costituzione)
(In alternativa con il collegio arbitrale di cui al successivo articolo 19/bis)
Il collegio dei probiviri è costituito da tre componenti effettivi e da due supplenti eletti dall’Assemblea. Esso elegge nel suo seno il presidente.
Il collegio ha il compito di esaminare tutte le controversie tra gli aderenti, tra questi e l’Associazione o i suoi organi, tra i membri degli organi e tra gli organi stessi.
Esso giudica ex bono et aequo senza formalità di procedure. Il lodo emesso è inappellabile.

Art.19/bis Collegio arbitrale
(In alternativa con il collegio dei probiviri di cui al precedente articolo 19)
Qualsiasi controversia dovesse sorgere per l’interpretazione e l’esecuzione del presente statuto tra gli organi, tra gli organi e i soci ovvero tra i soci, deve essere devoluta alla determinazione inappellabile di un collegio arbitrale formato da tre arbitri amichevoli compositori, i quali giudicheranno “ex bono ed aequo” senza formalità di procedura, salvo contraddittorio, entro 60 giorni dalla nomina.
La loro determinazione avrà effetto di accordo direttamente raggiunto tra le parti.
Gli arbitri sono nominati uno da ciascuna delle parti ed il terzo dai primi due o, in difetto di accordo, dal presidente della Corte d’appello di Milano il quale nominerà anche l’arbitro per la parte che non vi avesse provveduto.

Art. 20 Modifiche allo Statuto
Lo Statuto è modificato con deliberazione dell’Assemblea, da adottarsi a maggioranza dei voti degli aderenti presenti, costituita in prima convocazione con la presenza dei ¾ (tre quarti) degli iscritti, cioè i soci in regola con il pagamento delle quote associative, e in seconda convocazione con la presenza di almeno la metà degli iscritti.

Art. 21 Legge applicabile
Per disciplinare ciò che non si sia previsto nel presente Statuto, si deve far riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia, con particolare riferimento alle norme in materia di Enti contenute nel Codice Civile, alla L. 383/00, alla L.R. 5/06 e al D. Lgsl. 460/97 e alle loro successive modificazioni o integrazioni.