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Nella lingua scandinava antica la parola “run” significava “sussurro”, “mistero”. Un mistero che la sola ragione non può comprendere, perché deve essere intuito e vissuto nel proprio profondo. Odino, il Signore della Saggezza Occulta, rimase appeso all’Yggdrasil per nove giorni e nove notti, sferzato dal vento, ferito da una lancia e sanguinante, fino a quando ricevette l’illuminazione e comprese il profondo significato delle Rune.

Per poter approcciarsi alle Rune bisogna imparare a mettersi in ascolto, così da “vederle” e “sentirle” con il cuore, proprio come fece Odino. Lasciare emergere il loro significato innanzi al proprio occhio interiore è fondamentale per poi essere in grado sia di fare divinazione, sia di lanciare incanti intessuti della vibrazione energetica del potere runico. Il laboratorio si focalizzerà su questi aspetti chiave, terminando con un breve rito incentrato sulla magia di GEBO, per celebrare insieme l’equilibrio degli opposti, che è il gioioso dono di Ostara.

Ines Carmilla

Laureata in biotecnologie farmaceutiche, è iniziata alla tradizione gardneriana/alexandriana ed è vicepresidente del “Circolo dei Trivi”. Si occupa della rivista “Athame” in qualità di caporedattore e da svariati anni segue la Wicca, tenendo vari laboratori sull’argomento e conducendo gruppi di studio. Ha curato il testo “I principi della Wicca”. Da molti anni studia e utilizza le rune, approfondendo il loro utilizzo magico attraverso un approccio wiccan.